Il Betis lancia Morante jr., figlio del più famoso torero di Spagna
autore: Gianluca Corbani

José Antonio Morante è il nuovo gioiello dei verdiblancos: mancino talentuoso e campione d’Europa Under 19 con la Spagna, è stato blindato con un contratto fino al 2030.
José Antonio Morante ha 19 anni, gioca nel Real Betis e porta sulle spalle un cognome che in Andalusia, e soprattutto a Siviglia, non ha bisogno di presentazioni. Suo padre è Morante de la Puebla, uno dei toreri più famosi e riconoscibili della Spagna contemporanea. Lui, però, ad un certo punto ha scelto un'altra strada.
E oggi quella scelta, fatta quando era ancora bambino, comincia a produrre i primi risultati concreti: Morante Jr. è diventato uno dei talenti più promettenti della sua generazione, ha già esordito con la prima squadra in Europa League, ha vinto la Copa del Rey Juvenil e, poche settimane fa, ha conquistato anche il Campionato Europeo Under 19 con la Spagna, chiudendo il torneo da capocannoniere con quattro reti. Ora, in questa preason estiva, si sta ritagliando spazi sempre più importanti nelle amichevoli agli ordini di Manuel Pellegrini, che infatti l'ha schierato titolare nell'ultimo test disputato a ''La Cartuja'' con il Bournemouth. E il Betis, convinto delle sue potenzialità, gli ha appena rinnovato il contratto fino al 2030.
Tra calcio e corrida
Nato a La Puebla del Río, nella provincia di Siviglia, il 28 giugno 2007, Morante Jr. è cresciuto in una famiglia nella quale il calcio e la corrida hanno sempre convissuto. Il padre, Morante de la Puebla, è stato per decenni una delle figure centrali della tauromachia spagnola. José Antonio, da bambino, aveva persino pensato di seguire le orme del padre. Poi, però, qualcosa è cambiato.
«Fino alla Comunione volevo fare il torero», ha raccontato lo stesso Morante. Il motivo della svolta è arrivato dopo aver visto da vicino una delle conseguenze più dure della professione paterna: un toro aveva ferito Morante de la Puebla e il figlio aveva assistito alla sua lunga fase di recupero. Da lì una considerazione tanto semplice quanto definitiva: «Il calcio è decisamente meno pericoloso».
La corrida, dunque, è rimasta nel suo ambiente familiare, ma il campo da calcio è diventato il luogo nel quale José Antonio ha deciso di costruire la propria identità.
E il Betis se n'è accorto molto presto
Morante è approdato al Betis dopo i primi anni nel settore giovanile del Coria CF, un piccolo club della provincia andalusa. Nel 2023 è entrato nella cantera verdiblanca e da quel momento ha iniziato a bruciare rapidamente le tappe. La sua crescita è stata abbastanza evidente da permettergli, già durante le stagioni successive, di allenarsi con la prima squadra di Manuel Pellegrini.
Il Betis lo ha provato inizialmente da trequartista e seconda punta, prima di adattarlo da ''rifinitore esterno'' sulla corsia destra o sinistra (dove l'ha schierato Pellegrini nell'ultima amichevole con il Bournemouth, lasciando ovviamente ad Antony l'ampiezza destra). Eppure è soprattutto sulla destra che Morante ha trovato la sua dimensione ideale nelle categorie giovanili: mancino, partendo dalla fascia del suo ''piede debole'' ama rientrare verso il centro e cercare la giocata nell'ultimo terzo di campo.
Un movimento che gli permette di essere imprevedibile, perché Morante jr. non è semplicemente un laterale: può saltare l'uomo, associarsi, attaccare la profondità, servire il compagno e convergere verso il centro per inventare.
«Morante ha un talento pazzesco»
Tra le persone che hanno avuto modo di conoscerlo da vicino c'è anche Héctor Bellerín, uno dei giocatori più esperti dello spogliatoio del Betis.
Il giudizio del terzino, riportato da El Mundo, è particolarmente netto: «Io credo sinceramente che Morante sia un patrimonio del Betis». Bellerín non si è fermato però alle qualità tecniche, sottolineando anche la personalità del ragazzo e soprattutto la necessità, per un calciatore così giovane, di avere tempo per completare il proprio percorso.
È un passaggio interessante, perché il rischio, quando un ragazzo di 18 o 19 anni viene indicato come una delle grandi promesse di un club, è quello di trasformare immediatamente il talento in una certezza. Morante non lo è ancora. Ha però già fatto abbastanza per convincere il Betis che valga la pena aspettarlo.
E Bellerín ha sottolineato proprio questo aspetto: Morante, pur avendo già frequentato il mondo della prima squadra, ha saputo tornare al filiale e al settore giovanile senza protestare, continuando a lavorare. Il talento c'è, ma deve ancora diventare un calciatore completo.
Corrida? No, grazie...
La storia di Morante Jr. è curiosa anche per il modo in cui il calcio ha progressivamente sostituito la corrida senza cancellare il legame con il mondo del padre.
Quando José Antonio ha iniziato a farsi conoscere nel calcio giovanile, infatti, il suo cognome era inevitabilmente un biglietto da visita. Ma è interessante che il ragazzo non abbia mai cercato di nascondere quell'eredità. Al contrario, ne parla con affetto e rispetto, pur avendo scelto una strada completamente diversa.
C'è anche un'immagine che racconta bene questo rapporto: quando Morante Jr. ha conquistato la Copa del Rey Juvenil, distruggendo in finale il Barcellona con un rotondo 4-1, ha festeggiato il successo con il capote verde del padre e una bandiera di La Puebla, improvvisando anche qualche gesto da torero. Una celebrazione che unisce le sue due vite, quella dalla quale proviene e quella che sta costruendo.
Blindato fino al 2030
Il Betis ha deciso di non aspettare. Dopo una stagione 2025/26 nella quale Morante ha segnato sette gol con il Betis Deportivo e altri sette con il Juvenil División de Honor, contribuendo anche alla conquista della Copa del Rey Juvenil con un gol e un assist in finale, il club ha scelto di prolungare il suo contratto fino al giugno 2030. Con la Spagna Under 19, inoltre, Morante è diventato campione d'Europa e ha conquistato anche la Scarpa d'Oro del torneo, grazie ai quattro gol segnati durante la competizione.
Morante aveva già assaggiato il calcio dei grandi nella passata stagione, allenandosi stabilmente in prima squadra e debuttando poi in Europa League contro il PAOK Salonicco, quando Pellegrini gli ha concesso i suoi primi minuti ufficiali con il Betis. Nel frattempo ha iniziato a mettersi in mostra sui campi della UEFA Youth League, la Champions dei giovani, confrontandosi con alcuni dei migliori prospetti europei della sua generazione. Ed è proprio in questo tipo di partite che il suo profilo ha iniziato a diventare interessante anche fuori dalla Spagna.
Il salto definitivo, però, così come il debutto in LaLiga, deve ancora arrivare. Morante oggi non è ancora un titolare. È un ragazzo di 19 anni che deve trovare continuità, irrobustire ulteriormente la propria struttura fisica e adattarsi ai ritmi e alle responsabilità del calcio professionistico.
Tecnica, velocità, capacità di saltare l'uomo e una naturale tendenza a cercare la giocata sono qualità che non gli mancano. Ma soprattutto, ha ancora una cosa che nel calcio professionistico vale quasi quanto il talento: il tempo. Il Betis gliene ha dato parecchio, rinnovandogli il contratto fino al 2030. Adesso tocca a Morante usarlo bene.


