
Il campionato più bello del mondo riparte con un lungo spezzatino: dal 15 al 31 agosto si giocherà tutte le sere, con la sola eccezione di martedì 18
LaLiga riparte a Ferragosto, ma il calendario delle prime settimane di campionato avrà poco di convenzionale.
Il Mondiale concluso a metà luglio ha infatti costretto la Liga a ridisegnare il proprio avvio di stagione: diverse partite sono state posticipate e concentrate nelle settimane successive, creando un lungo “spezzatino” che fino al 31 agosto porterà in campo le squadre quasi ogni sera, con la sola eccezione di martedì 18. Un calendario che ricorda, per frequenza e continuità degli appuntamenti, quello dei grandi tornei per Nazionali.
Una partita ogni sera
La prima giornata si apre questo weekend con soltanto 5 dei 10 incontri originariamente in programma, mentre le altre gare verranno recuperate nelle settimane successive.
Sabato 15 agosto
Alavés-Getafe — 19:30 (DAZN Italia)
Siviglia-Rayo Vallecano — 21:30 (DAZN Italia)
Domenica 16 agosto
Racing Santander-Villarreal — 17:00 (DAZN Italia)
Espanyol-Levante — 19:00 (DAZN Italia)
Lunedì 17 agosto
RC Deportivo-Elche — 21:00 (DAZN Italia)
Le altre gare della prima giornata slittano in avanti: tra queste anche Atlético Madrid-Málaga, che si giocherà il 19 agosto al Métropolitano, mentre Valencia-Betis, Real Madrid-Real Sociedad e Barcellona-Athletic saranno recuperate tra il 25 e il 27 agosto. Posticipata al 27 anche Celta Vigo-Osasuna: un fungo ha reso impraticabile il terreno di gioco dello stadio ''Balaídos'', rendendo obbligatorio il rinvio del match.
Le superpotenze entreranno quindi in scena soltanto dalla prossima settimana: il nuovo Real Madrid di José Mourinho debutterà sabato 22 agosto sul campo dell'Espanyol (21:30), mentre il Barcellona campione in carica sarà impegnato domenica 23 a Elche (21:30).
E la sensazione, almeno fino al 31 agosto, sarà quella di assistere ad un torneo estivo per Nazionali: una gara dopo l'altra, quasi ogni sera, con le grandi protagoniste che entreranno progressivamente in scena.
La Liga come un Mondiale
È proprio qui che nasce una metafora che va oltre il semplice calendario. Perché per alcune settimane LaLiga assomiglierà davvero a un Mondiale.
Non soltanto per la frequenza delle partite, ma per la quantità di talento che oggi si concentra nei suoi venti club. Lamine Yamal, Pedri e Raphinha a Barcellona. Vinicius, Bellingham e Mbappé a Madrid. Julián Álvarez all'Atlético. Nico Williams all'Athletic. In attesa di Rodri.
La Premier League resta un campionato superiore per dimensione economica, capacità commerciale e ricavi. Ma la narrazione sulla sua presunta superiorità assoluta rischia di nascondere un dato altrettanto evidente: una parte enorme delle vere superstar del calcio mondiale gioca oggi in Spagna.
Barça contro Mourinho: ritorna una rivalità storica
Tra le storie più attese c'è naturalmente quella del nuovo Real Madrid di Mourinho. Il ritorno del portoghese sulla panchina dei blancos riporta in Liga anche una rivalità che ha segnato profondamente il calcio spagnolo dei primi anni Dieci. Da una parte il Barcellona, campione in carica e ancora guidato da una filosofia offensiva e dominante. Dall'altra il nuovo Madrid di Mourinho, costruito attorno a principi differenti e a una maggiore attenzione tattica alla transizione e alla gestione degli spazi.
Non sarà soltanto uno scontro tecnico. Sarà anche il ritorno di quel confronto ideologico e tattico che nei primi anni Dieci aveva trasformato il Clasico in qualcosa di molto più grande di una semplice partita di calcio. Mourinho contro il Barça. Il portoghese contro quella stessa idea di calcio che aveva rappresentato una delle sue principali nemesi durante la prima esperienza sulla panchina del Real Madrid.
Un campionato tutt'altro che monotematico
Ma sarebbe riduttivo raccontare la Liga soltanto attraverso Barcellona e Real Madrid. Uno degli aspetti più interessanti del calcio spagnolo resta infatti la sua varietà. Anche se la cultura calcistica spagnola predilige un approccio orientato alla proposta e al controllo del gioco attraverso il possesso, non esiste un unico modello tattico imposto dall'alto, ma un laboratorio nel quale convivono idee molto differenti.
Il Barcellona di Hansi Flick, con la sua pressione totale e la linea difensiva altissima nella trequarti avversaria, rappresenta una delle espressioni più offensive e aggressive del calcio contemporaneo. Altri club, come Betis di Manuel Pellegrini o l'Elche, restano più fedeli alla tradizione spagnola del possesso, del controllo e della costruzione ragionata. Ci sono squadre che fanno della transizione e della ripartenza la propria arma principale, come il nuovo Real Madrid di Mourinho o il Villarreal affidato a Iñigo Pérez, ufficialmente nuovo allenatore del club per la stagione 2026-27. E poi ci sono realtà più reattive, come l'Atlético del Cholo Simeone o il Getafe di José Bordalás.
Modelli diversi, un solo campionato. Ed è proprio questa varietà a rendere il campionato spagnolo ancora oggi uno dei più interessanti terreni di sviluppo tattico e tecnico del calcio europeo.
Il ventennio spagnolo
C'è poi un altro elemento che rende particolare il momento storico del calcio spagnolo. LaLiga è il campionato di riferimento di un movimento che negli ultimi vent'anni ha prodotto una delle generazioni più importanti nella storia del calcio: il dominio tecnico del calcio spagnolo non si limita infatti alle 10 Champions League vinte da Real Madrid e Barcellona dal 2006 in avanti, ma si irradia anche nel formidabile ciclo della Roja che ha vinto gli Europei del 2008, del 2012 e del 2024 e, nel mezzo, i Mondiali del 2010 e del 2026.
Anche gli stadi stanno cambiando
La trasformazione non riguarda soltanto il campo. Il calcio spagnolo sta vivendo anche un importante processo di rinnovamento degli impianti. Il nuovo Camp Nou è destinato a diventare nuovamente uno dei grandi simboli del calcio europeo. A Siviglia sono in corso i lavori di ristrutturazione del Benito Villamarín, con il Betis che anche questa stagione disputa temporaneamente le proprie partite alla Cartuja. Altri rinnovamenti sono in programma a Valencia, Saragozza e Santander. San Mamés e il Metropolitano rappresentano già due degli impianti più moderni e riconoscibili del continente, mentre nei prossimi anni il processo di rinnovamento continuerà a modificare il volto degli stadi spagnoli.
L'obiettivo è arrivare al Mondiale 2030, organizzato dalla Spagna con Portogallo e Marocco, con una generazione di impianti all'altezza della nuova dimensione internazionale del calcio spagnolo.
La Liga riparte
E allora sì: per qualche settimana, LaLiga sarà un po' come un Mondiale. Una partita dopo l'altra. Le grandi stelle concentrate nello stesso campionato. Le rivalità storiche che tornano ad accendersi. Modelli tattici differenti. Giovani talenti pronti a diventare protagonisti. E un movimento calcistico che, dopo aver dominato il calcio internazionale per quasi vent'anni, si presenta alla nuova stagione con nuove storie da raccontare e nuovi talenti da scoprire.
Dove vedere la Liga in tv
In Italia DAZN detiene infatti i diritti esclusivi del campionato spagnolo fino al 2029, con tutte le 380 partite stagionali disponibili sulla piattaforma.
Un accordo che permette di seguire anche questa stagione l'intero campionato sull'app della piattaforma di live streaming e interattenimento sportivo, dal turno inaugurale di Ferragosto fino all'ultima giornata, passando per i grandi appuntamenti con Barcellona, Real Madrid, Atlético Madrid e tutte le altre protagoniste della Liga.


