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Il cuore di Messi: donati 80.000€ per le aree devastate dagli incendi di Madrid

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ligaita
Il cuore di Messi: donati 80.000€ per le aree devastate dagli incendi di Madrid

Il fuoriclasse argentino ha deciso di contribuire alla ricostruzione della Sierra Oeste, delle aree più colpite dagli incendi che hanno devastato la Spagna. Intanto, la RFEF ha aperto il centro federale di Las Rozas alle famiglie evacuate.

C'è anche la firma di Lionel Messi nella lunga lista di gesti di solidarietà che, nelle ultime settimane, hanno accompagnato la Spagna nel momento più difficile dei suoi ultimi mesi.

Il fuoriclasse argentino ha infatti donato 80.000 euro per contribuire alla ricostruzione della Sierra Oeste di Madrid, una delle aree maggiormente colpite dai devastanti incendi che hanno interessato la zona tra Madrid, Ávila e Toledo. A rendere pubblica la notizia è stata la presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, che ha voluto ringraziare personalmente il campione argentino attraverso un messaggio pubblicato sul proprio profilo ufficiale su X.

Una donazione arrivata in maniera tutt'altro che casuale: secondo quanto riferito dalle autorità madrilene, infatti, sono stati proprio i rappresentanti di Messi a mettersi in contatto con la Comunità di Madrid per capire come poter effettuare concretamente il versamento. Il Governo regionale ha quindi indicato al suo entourage il canale ufficiale attivato per raccogliere i fondi destinati alla ricostruzione delle zone devastate dal fuoco.

 

Una terra devastata dalle fiamme

La Sierra Oeste ha vissuto settimane drammatiche. L'incendio che ha colpito la zona è stato il più grave registrato nella Comunità di Madrid negli ultimi decenni e ha interessato 17 comuni, provocando l'evacuazione o il confinamento di oltre 55.000 persone nella sola regione madrilena e lasciando dietro di sé una ferita profonda sul territorio. La stima della superficie interessata dal rogo ha superato i 27.000 ettari, equivalenti a più di 270 chilometri quadrati.

Se si considera invece l'intera emergenza che ha coinvolto Madrid, Ávila e Toledo, il numero delle persone evacuate o confinate è arrivato a sfiorare quota 100.000, mentre la superficie complessivamente devastata dagli incendi ha raggiunto dimensioni ancora più impressionanti. Il bilancio racconta quindi qualcosa che va ben oltre la semplice emergenza ambientale: case distrutte, attività economiche compromesse, territori da ricostruire e migliaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

Nella sola Sierra Oeste madrilena, secondo i dati diffusi dalla Comunità, sono state distrutte circa 100 abitazioni, mentre oltre 300 hanno riportato danni. Ed è proprio per contribuire alla fase successiva all'emergenza, quella della ricostruzione, che è stata attivata una raccolta ufficiale di donazioni.

 

«Grazie, Leo»

È in questo contesto che si inserisce il gesto di Messi, destinato proprio alla ricostruzione dei comuni colpiti dall'incendio.

«Leo Messi ha donato 80.000€ per la ricostruzione della Sierra Oeste di Madrid», ha scritto Ayuso, accompagnando l'annuncio con un messaggio rivolto direttamente al calciatore argentino: «Voglio ringraziarlo e dirgli che i madrileni speriamo di poterlo accogliere presto per regalargli l'applauso che merita».

Un ringraziamento che va oltre la semplice cifra economica. Perché in un momento nel quale una comunità intera sta cercando di rialzarsi, anche il gesto di una delle figure sportive più conosciute al mondo può assumere un significato particolare, soprattutto quando arriva spontaneamente e viene indirizzato alla ricostruzione di una terra che, in pochi giorni, ha visto cambiare completamente il proprio volto.

La raccolta fondi istituzionale era stata aperta dalla Comunità di Madrid il 29 luglio e, nei primi giorni, aveva già raccolto quasi 200.000 euro. L'amministrazione regionale ha inoltre predisposto una serie di interventi per sostenere famiglie, imprese e attività economiche colpite dagli incendi, con aiuti per la casa, per la ripartenza delle attività e per la ricostruzione del territorio.

 

Anche la Federazione apre le porte ai cittadini evacuati

La solidarietà, però, in queste settimane ha assunto forme diverse e ha coinvolto anche il mondo del calcio spagnolo.

La Real Federación Española de Fútbol (RFEF) ha infatti messo a disposizione la propria residenza all'interno della Ciudad del Fútbol di Las Rozas, alle porte di Madrid, per accogliere alcune delle famiglie più vulnerabili costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa degli incendi.

Sono state circa 300 le persone ospitate nel centro federale: in particolare, la RFEF ha accolto le famiglie considerate maggiormente vulnerabili, offrendo loro alloggio, cibo e assistenza durante i giorni più complicati dell'emergenza. Il 26 luglio il commissario tecnico della Nazionale, Luis de la Fuente, ha fatto visita agli sfollati, incontrando le famiglie, i volontari e il personale impegnato nelle operazioni di assistenza.

Ed è proprio qui che questa storia assume un'immagine particolarmente significativa per chi vive di calcio.

Gli sfollati hanno infatti trovato posto nelle stesse stanze della Residencia de la Selección che abitualmente ospitano i calciatori delle Nazionali spagnole durante i ritiri. Sono gli stessi corridoi, gli stessi spazi e le stesse camere nei quali, durante le settimane internazionali, passano campioni come Rodri, Lamine Yamal e tutti gli altri protagonisti della Spagna campione del mondo.

Questa volta, però, quelle stanze non sono state occupate dai campioni chiamati a difendere la maglia della Roja, ma da persone che quella stessa maglia rappresenta in qualche modo: cittadini costretti a lasciare le proprie case, famiglie che hanno avuto appena il tempo di raccogliere l'essenziale prima di mettersi in salvo.

 

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