
Tebas firma con Premier League, Serie A e Bundesliga un duro comunicato contro la governance di Zurigo: nel mirino calendario, concentrazione dei poteri e sovrapposizione tra funzione regolatoria e interessi commerciali
LaLiga fa fronte comune con Premier League, Serie A e Bundesliga e attacca la FIFA.
Non è soltanto una presa di posizione sul caso FIFA Forward Enterprise, il progetto commerciale che l'organizzazione di Gianni Infantino ha ritirato dopo le forti reazioni suscitate in Europa. È qualcosa di più ampio: la prima grande iniziativa congiunta delle quattro principali leghe europee per contestare il modo in cui il calcio mondiale viene governato.
Javier Tebas (presidente della Liga), Richard Masters (Chief Excecutive della Premier League), Luigi De Siervo (CEO di Lega Serie A) e Marc Lenz (CEO Bundesliga) hanno firmato il comunicato dal titolo «Per unire il calcio, la FIFA deve riformarsi». Un documento nel quale le quattro leghe chiedono una riforma strutturale della governance FIFA e mettono in discussione la concentrazione di potere normativo, commerciale e politico nelle mani della presidenza.
Le quattro grandi leghe alzano la voce
Il punto di partenza è il fallimento di FIFA Forward Enterprise.
Lo scorso luglio la FIFA aveva annunciato la creazione di una nuova società, interamente controllata dall'organizzazione, destinata a concentrare le attività commerciali e gli eventi FIFA. Il progetto prevedeva anche l'apertura fino al 20% del capitale a investitori privati, con una valutazione ipotizzata intorno ai 20 miliardi di dollari. L'obiettivo dichiarato da Infantino era aumentare le risorse disponibili per lo sviluppo del calcio attraverso la valorizzazione commerciale delle competizioni.
Il progetto ha però provocato una reazione durissima soprattutto da parte dell'UEFA, delle confederazioni e di diverse federazioni nazionali. La FIFA ha successivamente ritirato FFE e, secondo quanto comunicato alla UEFA, ha confermato che non verrà ripresentato «in nessun'altra forma, struttura, denominazione o modalità».
Per le quattro leghe, però, il problema non si esaurisce con il ritiro del progetto.
Il vero nodo è chi decide il futuro del calcio
È qui che la posizione della Liga di Tebas diventa parte di un conflitto molto più grande.
Nel comunicato, le quattro leghe sostengono che il problema sia strutturale: la FIFA concentra nella propria presidenza competenze normative e commerciali che, secondo loro, dovrebbero essere sottoposte a maggiori controlli e a un coinvolgimento effettivo degli stakeholder. Il riferimento non è soltanto ai campionati europei, ma all'intero sistema professionistico: federazioni, leghe, club, calciatori e calcio femminile.
Uno dei passaggi più significativi riguarda infatti il calendario internazionale. Le leghe ricordano la denuncia presentata alla Commissione Europea nell'ottobre 2024 contro la FIFA per abuso di posizione dominante nella gestione dell'International Match Calendar: il problema, nella loro lettura, nasce dal fatto che chi stabilisce le regole del calcio mondiale è anche direttamente coinvolto nell'organizzazione e nella commercializzazione delle proprie competizioni.
È una questione che LaLiga conosce bene. Da anni Tebas contesta l'espansione del calendario internazionale e l'aumento delle competizioni FIFA, sostenendo che ogni nuova finestra sottratta ai campionati nazionali abbia conseguenze sportive ed economiche sulle leghe che alimentano quotidianamente il sistema.
Il comunicato trasforma ora quella battaglia in una posizione collettiva.
Dalla Champions al Mondiale per Club: la partita è politica
Per capire cosa c'è realmente in gioco bisogna però allargare lo sguardo.
Il conflitto tra FIFA ed Europa non nasce con FIFA Forward Enterprise. Il nuovo Mondiale per Club a 32 squadre è stato uno dei passaggi più evidenti di una strategia che ha portato la FIFA ad entrare sempre più nel territorio tradizionalmente controllato dall'UEFA: quello delle grandi competizioni internazionali per club.
Il torneo del 2025 ha rappresentato, in questa prospettiva, qualcosa di più di una nuova competizione. Ha portato la FIFA direttamente nel mercato dei club, storicamente dominato dalle competizioni UEFA, e ha aperto un nuovo fronte nella contesa per il calendario, per i diritti televisivi, per i grandi sponsor e soprattutto per il pubblico globale. È una dinamica che avevo già analizzato nel quadro più ampio della progressiva ridefinizione degli equilibri del calcio mondiale.
La FIFA sostiene invece una visione diversa: più competizioni internazionali, più ricavi e più risorse da redistribuire alle federazioni e allo sviluppo del calcio. È questa la logica che aveva accompagnato anche FIFA Forward Enterprise, presentato da Infantino come uno strumento per aumentare gli investimenti nel movimento mondiale.
Il conflitto, quindi, non è semplicemente fra Infantino e Tebas. È uno scontro tra due idee differenti sulla distribuzione del potere nel calcio globale.
La richiesta delle quattro leghe
La proposta contenuta nel comunicato è molto precisa.
Le quattro leghe chiedono innanzitutto un organismo permanente nel quale siano rappresentati federazioni, leghe, club e calciatori, con un ruolo reale nelle decisioni che riguardano calendario, competizioni e rapporti di lavoro. Chiedono poi che le grandi decisioni FIFA siano accompagnate da dati, valutazioni indipendenti e motivazioni pubbliche.
E soprattutto chiedono di separare la funzione regolatoria da quella commerciale.
La FIFA dovrebbe cioè continuare a essere l'organo che governa e regolamenta il calcio mondiale, ma con garanzie istituzionali capaci di impedire che la stessa struttura possa utilizzare il proprio potere regolatorio per perseguire direttamente i propri interessi commerciali. Anche gli organismi etici, finanziari ed elettorali, secondo le quattro leghe, dovrebbero essere realmente indipendenti dalla presidenza.
Non è una richiesta marginale. Significa mettere in discussione l'architettura stessa del governo del calcio mondiale.
Una battaglia che arriva alla vigilia delle elezioni FIFA
Il momento non è casuale.
La FIFA si avvicina alle elezioni presidenziali del marzo 2027 e Infantino ha già riconosciuto la necessità di una revisione della governance, proponendo un esame esterno indipendente e nuove consultazioni con le 211 federazioni affiliate. Le quattro leghe sostengono però che non siano sufficienti modifiche procedurali e chiedono una riforma molto più profonda.
Nel comunicato chiedono inoltre a tutti i candidati alla presidenza di pubblicare un programma di riforma e propongono che, nei primi cento giorni del prossimo mandato, venga convocata una Conferenza sulla Governance guidata da una figura indipendente.
Nel frattempo anche l'UEFA ha scelto di aumentare la pressione, annunciando di voler utilizzare ogni strumento istituzionale, politico e giuridico disponibile per ottenere una riforma della FIFA e un limite più chiaro ai poteri della presidenza.
LaLiga, dunque, non è più sola nella sua battaglia sul calendario e sul rapporto tra FIFA e campionati nazionali.
Premier League, Serie A e Bundesliga si sono messe al suo fianco. E il tema non è più soltanto quante partite si giocheranno o quale sarà il prossimo torneo.
La vera domanda è chi avrà il diritto di decidere come sarà organizzato il calcio dei prossimi decenni.


