Un giocatore del Getafe ha chiesto le dimissioni del Ministro dei Trasporti spagnolo
autore: Gianluca Corbani

Otto mesi dopo la morte del padre nel disastro ferroviario di Adamuz, Davinchi ha attaccato pubblicamente Óscar Puente.
Lo scorso 18 gennaio David Cordón, conosciuto nel mondo del calcio come “Davinchi”, ha perso il padre nel disastro ferroviario di Adamuz. Una tragedia che ha sconvolto la Spagna e che ha colpito direttamente anche il mondo del calcio: il padre del giovane esterno del Getafe stava infatti rientrato verso Huelva dopo aver assistito ad una partita del figlio a Getafe.
Otto mesi dopo, Davinchi ha deciso di rompere il silenzio. Il giovane calciatore ha pubblicato sui propri social un messaggio durissimo rivolto al ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente, chiedendone le dimissioni e reclamando responsabilità per quanto accaduto.
Il viaggio di ritorno da Madrid
Quella sera il padre di Davinchi aveva assistito alla gara disputata a Getafe dal figlio contro Valencia e, al termine della partita, aveva preso il treno per tornare a Huelva. Un viaggio come tanti altri, fino al tragico incidente avvenuto nei pressi di Adamuz, in provincia di Córdoba.
Il treno ad alta velocità è deragliato sulla linea Madrid-Siviglia e alcuni vagoni hanno invaso il binario opposto, proprio mentre sopraggiungeva un ''Alvia'' di Renfe. L'impatto ha provocato 46 vittime e centinaia di feriti.
«Non c'è giustizia»
A otto mesi di distanza, però, il dolore si è trasformato anche in una richiesta pubblica di responsabilità. «Ocho meses ya de aquel fatídico accidente para tantas familias y aún no se hace justicia», ha scritto Davinchi, ricordando le vittime e le famiglie ancora in attesa di risposte. Poi l'attacco diretto a Puente, al quale ha chiesto di dimettersi.
Il riferimento del giovane calciatore riguarda in particolare quelli che definisce “numerosi errori” commessi nella gestione della vicenda. Un'accusa politica e personale che arriva proprio mentre l'inchiesta sull'incidente ferroviario è ancora in corso.
La rabbia delle famiglie
Davinchi non è comunque l'unico ad aver chiesto pubblicamente le dimissioni di Puente. Anche l'Associazione delle vittime dell'incidente di Adamuz ha espresso nei mesi scorsi forti critiche nei confronti del ministro e delle autorità responsabili della gestione dell'infrastruttura ferroviaria. Il presidente dell'Associazione che raduna i familiari delle vittime, Mario Samper, ha inoltre dichiarato di essere ancora in attesa dell'incontro con le famiglie delle vittime promesso da Puente a Huelva.
Otto mesi dopo quella sera di gennaio, dunque, la tragedia di Adamuz resta una ferita aperta. Per Davinchi è soprattutto una questione personale: suo padre era andato a Madrid per vedere il figlio giocare e non è mai tornato a casa.
Ora il giovane calciatore ha scelto di parlare. E lo ha fatto rivolgendosi direttamente al ministro dei Trasporti: «Dimita ya, asesino Óscar Puente». Una frase che appartiene alla sua denuncia e alla sua rabbia, mentre saranno le indagini e la magistratura a stabilire le eventuali responsabilità per quella tragedia.


